Come verificare se il vostro sito rispetta la normativa italiana sull’accessibilità

logoEra il 2004 quando fu approvata dal Parlamento Italiano la cosiddetta “Legge Stanca” che, tra le altre cose, imponeva - e tuttora prescrive - alle pubbliche amministrazioni di realizzare siti Internet che non creino discriminazioni nei confronti dei diversamente abili.

 

Io amo leggere le leggi perché dal mio punto di vista sono come le favole e la notte dopo aver sfogliato un paio di articoli mi addormento sempre sereno e certo di vivere nel migliore dei mondi possibili. Diamo quindi un’occhiata alla legge n°4 del 2004.

 

Articolo 1, comma 1
1. La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.


Articolo 2, comma 1
"accessibilita'": la capacita' dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilita' necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari

 

Articolo 3, comma 1

La presente legge si applica alle pubbliche amministrazioni


Ma restringiamo il campo ai Siti Internet


Articolo 4, comma 2
I soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, non possono stipulare, a pena di nullita', contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non e' previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilita'

 

WOW!


Per essere attuativa mancavano quindi solo i requisiti tecnici che, anche se con un po’ di ritardo, sono arrivati nel 2005 con il Decreto Ministeriale dell'8 luglio chiamato «Requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici» dove all'allegato A sono elencati i 22 requisiti di accessibilità che devono soddisfare i siti internet.

 

Iter normativo concluso e Italia modello per l’intero pianeta per quanto rigurda l’abbattimento delle barriere digitali? La storia non è andata proprio così. Certo il tempismo di approvare la Legge durante l'anno europeo dedicato alle persone con disabilità è stata una furbata tipicamente italica, ma come avviene spesso nel BelPaese abbiamo ancora una volta a che fare con una Legge tanto importante, quanto disattesa.

Fino al 2013 infatti pochi o nessuno si ponevano il problema sottoposto dalla Legge e trovare un sito accessibile tra le PA italiane era impresa ardua se non impossibile. Con il Ministro Profumo qualcosa si muove quando viene firmato il decreto 20 marzo 2013 attraverso il quale vengono aggiornati i requisiti di accessibilità portandoli da 22 a 12 e allineandoli sostanzialmente alle Web Content Accessibility Guidelines 2.0 livello AA.

Un altro riferimento importante in questo senso mi sembra il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 che all’articolo 9 stabilisce che, entro il 31 marzo di ogni anno, le amministrazioni pubbliche sono obbligate a pubblicare nel proprio sito web, gli obiettivi di accessibilità.

Quanto agli obiettivi di accessibilità, però, la norma non dà disposizioni circa il contenuto e la modalità di pubblicazione, si limita a fissare l’obbligo di pubblicazione online.

Ciononostante io lo interpreto come un sottile escamotage per dire: ok, abbiamo capito che l’accessibilità è piena di tecnicismi, che ci sono mille appigli per non applicarla (di tipo normativo, tecnico, legati anche a limiti di budget e altre priorità), però facciamo una cosa: cominciamo un passettino alla volta. Quest’anno mi fate la home a norma, l’anno dopo un'altra decina di pagine, e poi organizzate un corso di formazione e pubblicate i documenti più importanti formati in modo tale da essere fruibili dai diversamente abili. Dai almeno questo questo me lo potete fare!
Insomma l’idea era buona e qualcuno l’ha anche sposata, ma stiamo sempre parlando di numeri molto piccoli rispetto alla totalità delle pubbliche amministrazioni.

 

Come finisce la storia lo faccio scoprire a voi mettendovi a disposizione uno strumento che verifica in tempo reale l’accessibilità dei siti Internet in relazione alle WCAG 2.0 AA. Il sito si chiama Achecker, ma vi consiglio di installare l’estensione per Chrome che rende le verifiche molto più veloci scaricabile da qui


Ora scorrazzate pure tra i grandi e strapagati siti delle PA italiane e divertitevi a scovare l’intruso (la mosca bianca a norma;)

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